Archivio per il Tag “ipovedenti”

Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti

Logo U.I.C.I.
Nome: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Dove si trova: Via Borgognona, 38, Roma

Fondato il: 26 ottobre 1920
Fondato da: Aurelio Nicolodi

Telefono: 06 699 881
Fax: 06 678 681 5

locandina 90° anniversario

L’Unione Italiana dei Ciechi è stata fondata a Genova il 26 ottobre 1920 da un gruppo di non vedenti guidati da Aurelio Nicolodi, un giovane ufficiale trentino che aveva perduto la vista durante la Prima Guerra Mondiale. Animati dalla convinzione che l’integrazione sociale dei ciechi sarebbe stata possibile solo con la diretta rivendicazione da parte dei non vedenti dei loro diritti di uomini e di cittadini (liberandosi dalla mendicità e dalla tutela del filantropismo caritativo, da sempre le sole condizioni di vita loro consentite), i fondatori fecero accettare ai ciechi italiani due idee fondamentali: la solidarietà fra i ciechi, nonostante le loro diverse capacità personali, esperienze e cultura, e la socializzazione dei problemi derivanti dalla cecità.
L’Unione Italiana dei Ciechi venne eretta in Ente Morale il 29 luglio 1923; con decreto legislativo, nel 1947 le sono state attribuite le funzioni di rappresentanza e tutela degli interessi morali e materiali dei ciechi, che ancora oggi l’ordinamento giuridico le riconosce.
Dal 2006 l’Unione, con deliberazione del XXI Congresso, ha assunto la denominazione di “Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti”, per sottolineare le funzioni, del resto sempre esercitate e riconosciute anche legislativamente, di rappresentanza di tutti i minorati della vista.
L’Unione, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (onlus), ha come scopo statutario l’integrazione dei minorati della vista. In particolare:
favorisce la piena attuazione dei diritti umani, civili e sociali dei ciechi e degli ipovedenti, la loro equiparazione sociale e l’integrazione in ogni ambito della vita civile, promuovendo allo scopo specifici interventi;
promuove ed attua iniziative per la prevenzione della cecità, per il recupero visivo, per la riabilitazione funzionale e sociale dei ciechi e degli ipovedenti;
promuove ed attua iniziative per l’istruzione dei ciechi e degli ipovedenti e per la loro formazione culturale e professionale;
promuove la piena attuazione del diritto al lavoro per i ciechi e per gli ipovedenti, favorendone il collocamento lavorativo e l’attività professionale in forme individuali e cooperative;
attua iniziative assistenziali rispondenti alle necessità dei ciechi e degli ipovedenti, con particolare attenzione ai pluriminorati e agli anziani;
opera nel campo tiflologico e tiflotecnico per garantire la disponibilità di sempre più avanzati strumenti;
promuove ed attua le attività sportive volte allo sviluppo psicofisico dei non vedenti e degli ipovedenti, anche in collaborazione con altri organismi;
favorisce la costituzione e lo sviluppo di cooperative sociali, aderendovi in qualità di socio con propri finanziamenti.
Per lo svolgimento delle sue attività, l’Unione Italiana dei Ciechi ha costituito, quali sue strutture, i seguenti organismi:
il “Centro Nazionale di Consulenza e Documentazione Giuridica Gianni Fucà”, organo dell’Unione Italiana dei Ciechi che opera al servizio delle istituzioni pro ciechi. Il Centro si avvale anche della collaborazione di consulenti giuridici esterni, ciascuno operante secondo le proprie specializzazioni, nonché degli uffici della Presidenza Nazionale della Unione Italiana dei Ciechi, sia della Sede Centrale di Roma, sia degli uffici distaccati di Firenze. L’attività di consulenza e documentazione del Centro ha competenze in tutti i campi generali del diritto e dell’amministrazione con particolare riguardo alle problematiche inerenti le persone portatrici di handicap in generale e ai minorati della vista in particolare. E’ rivolta sia agli enti aderenti, sia direttamente a tutti i minorati della vista, siano essi soci dell’Unione Italiana dei Ciechi o meno, sia alle istituzioni pubbliche o private. Il Centro di Documentazione continua a svolgere, in termini di consulenza e di servizio, per tutte le strutture associative e per i singoli soci, una attività che si è confermata sugli elevati standard qualitativi raggiunti negli scorsi anni;
il “Centro Nazionale del Libro Parlato” che, anche grazie alle sue sedi periferiche, garantisce la diffusione sull’intero territorio nazionale di qualsiasi tipo di testo o rivista su audiocassetta e CD. Il servizio svolto dal Centro Nazionale del Libro Parlato, costituisce uno strumento di emancipazione culturale e sociale sia per i ciechi sia per tutte quelle persone che per patologia o per l’età avanzata hanno gravi problemi di vista. Istituito nel 1957, questo servizio si è tecnologicamente evoluto, adeguando le proprie strutture alle esigenze in rapida evoluzione dei non vedenti di informarsi, di studiare, di leggere libri di loro gusto;
il “Centro Nazionale Tiflotecnico”, che si occupa della progettazione e distribuzione di hardware e software appositamente studiati per essere un quotidiano ausilio per il lavoro, lo studio o il tempo libero;
le “Torri – Centro Studi e Riabilitazione Giuseppe Fucà”, polo multifunzionale di aggregazione ed incontro in cui esperienza e dialogo si fondono per dar vita ad un’azione costante di miglioramento della qualità di vita dei non vedenti;
la “Stampa associativa”, che comprende pubblicazioni in caratteri standard, in formato Braille, su cassetta ed in formato elettronico. Oltre a costituire un filo diretto tra l’Unione Italiana dei Ciechi ed i suoi soci, rappresenta una delle maggiori forme di comunicazione e dialogo tra l’Unione stessa e la realtà politica e culturale del nostro Paese;
l’Ala – “Agenzia per la Promozione del Lavoro dei Ciechi”, che promuove e avvia azioni dirette a stimolare l’apertura del mercato del lavoro ai minorati della vista valorizzandone le capacità personali.
Va anche ricordato che l’I.Ri.Fo.R. onlus, ora persona giuridica autonoma ed ente federato, è stato in origine costituito dall’Unione, come proprio organo, per operare nei settori della ricerca, della formazione e della riabilitazione.


Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, Via Borgognona, 38, Roma

Istituto per la riabilitazione visiva dei ciechi e degli ipovedenti “David Chiossone” – GENOVA

Logo Chiossone
Nome: Istituto "David Chiossone" per ciechi e ipovedenti
Dove si trova: Corso Armellini 11 - 16122 Genova

Fondato il: 1868
Fondato da: David Chiossone

Telefono: 010 83 421
Fax: 010 83 11 414

I quasi 140 anni di storia del David Chiossone, lo hanno trasformato in un punto di riferimento per la comunità di non vedenti nel panorama dell’assistenza più aggiornata.

In un’epoca in cui la pubblica stupidità e la malvagità si divertiva con le “botte da orbi” (spettacoli con giovani ciechi che si battevano all’interno di un ring per sfuggire all’alternativa dell’accattonaggio), il medico e studioso David Chiossone nel 1868 propone un diverso approccio: “istruire, non nutrire”. In pratica l’obiettivo era quello di porre fine al mero sostentamento dei minorati della vista e favorire invece la loro autonomia e autosufficienza attraverso la scuola, la maturità culturale e la formazione professionale.
A raccogliere l’appello di Chiossone non fu un luminare dalle idee riformatrici, ma un semplice commerciante di pesce come Virgilio Cipollina, genovese schivo e riservato. Di lui si sa soltanto che era un uomo facoltoso e che viveva con la moglie in una splendida villa stile Coppedè sul lungomare di Corso Italia, lasciata poi in eredità all’Istituto con una lapidaria dedica: “Perché il sole ne scaldi le spente pupille”.
La sua volontà precorreva così tanto i tempi che per mezzo secolo non fu possibile realizzarla. “Le poche parole che accompagnavano l’atto di donazione erano per noi un enigma, un mito, un senso di colpa e insieme un incitamento a operare nella direzione indicata”, dice Claudio Cassinelli, presidente dell’Istituto, ora che è riuscito finalmente a creare nella pregevole dimora il Centro di riabilitazione visiva per ragazzi. Si tratta di una struttura di alto profilo scientifico in grado di accogliere anche neonati con problemi alla vista e i loro genitori: in un ambiente confortevole i giovani possono essere seguiti fino a diciotto anni con i più validi sostegni terapeutici e riabilitativi.
Il 1971 è la data che apre un nuovo corso sull’onda del ’68. La “rivoluzione culturale” avviata al Chiossone anticipa la riforma sanitaria del 1978 e precede la legislazione fino al 1990, quando la riabilitazione visiva (qui già ampiamente praticata) sarà compresa tra le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. Con il nuovo assetto normativo il cieco, un tempo oggetto di carità
e poi di solidarietà, passa nel ruolo di titolare di un diritto.
Oggi l’esperimento di Genova va oltre: da una parte i migliori specialisti della Clinica Oculistica Universitaria di Genova e del Gaslini assicurano il necessario rigore scientifico sul versante diagnostico-terapeutico e riabilitativo, dall’altra autori e studiosi del mondo artistico-culturale hanno approfondito i meccanismi di una sensorialità alternativa, basata sul tatto e sulla capacità di riconoscere gli oggetti, la loro forma (qualcuno sostiene perfino il colore), senza l’aiuto della vista.
Simbolo di moderna ricerca scientifica è “il Cubo”, un’installazione realizzata al Porto Antico nel 2004, anno in cui Genova è capitale europea della cultura: un “percorso tattile” dentro un volume di dieci metri per lato, dove sono state sistemate “archeo-sculture futuriste”, mosaici e figure plastiche da riconoscere solo attraverso il contatto con le dita (il pubblico vedente era invitato a entrare con gli occhi bendati).
Tra le risorse per assicurare occupazione ai ragazzi ciechi o ipovedenti, particolare importanza è stata attribuita all’informatica. “Ora la cooperativa sociale che si occupa di preparare professionalmente i giovani sul web” spiega il vice presidente dell’Istituto, Eugenio Saltarel, “ha ottenuto il riconoscimento nazionale come ente certificatore: dovrà verificare se siti o portali della pubblica amministrazione sono accessibili ai disabili, così come prescrive la legge.” Per fronteggiare il crescente fenomeno dei pluridisabli, cieco-sordi o cieco-paraplegici, cui si aggiungono i casi complicati da disturbi psichici, è stato inaugurato il Centro Diurno “La Giostra dei Laboratori”, sono state avviate attività di riabilitazione per adulti e anziani ipovedenti e ciechi, sono state aperte le residenze per anziani (tra cui una specificamente dedicata a ciechi e ipovedenti) ed è stata creata la comunità “Il Caprifoglio” per pazienti psichiatrici. Infine, è in cantiere un progetto intitolato “Durante – dopo di noi”, ossia una struttura residenziale che assicurerà alle famiglie di persone plurihandicappate periodi di pausa e assistenza quando loro non potranno più occuparsene direttamente.


Istituto "David Chiossone" per ciechi e ipovedenti, Corso Armellini 11 - 16122 Genova